Erasmus+: nel 2019 più studenti e docenti africani

| 17 settembre 2019

L’UE incrementa la partecipazione degli studenti e dei docenti africani nel 2019 e investe altri 17,6 milioni di euro per oltre 8500 studenti e docenti africani selezionati per il programma Erasmus+ 2019.

L’esito del bando Erasmus+ 2019 porta a 26.247 il numero totale di scambi tra l’Africa e l’Europa, avvicinando il conseguimento dell’obiettivo 2020 di fornire sostegno a 35 000 persone come dichiarato nell’alleanza Africa-Europa per gli investimenti e l’occupazione sostenibili. Quest’anno sono 8 555 e 4 649 gli studenti e docenti universitari rispettivamente africani ed europei che beneficeranno di scambi tra 53 paesi africani e i 34 paesi europei che partecipano al programma Erasmus+. Gli studenti avranno la possibilità di soggiornare all’estero per un anno al massimo, mentre lo scambio di personale docente durerà fino a due mesi.

Il finanziamento aggiuntivo di 17,6 milioni di euro, proveniente dagli strumenti di finanziamento esterno della Commissione e dal Fondo fiduciario dell’UE per l’Africa, ha incrementato la partecipazione dei cittadini africani del 40% in totale. Grazie alle risorse supplementari, nei paesi dell’Africa occidentale e del Corno d’Africa il numero di borse di studio è più che raddoppiato. Lo stanziamento ha anche reso possibile la partecipazione di altri paesi al programma, come l’Eritrea, la Sierra Leone, la Liberia, il Congo e il Burundi, e ha permesso di aumentare il numero di scambi, in particolare per il Benin, Capo Verde, il Mali, il Niger, la Nigeria e la Somalia.

Inoltre, quest’anno 313 giovani studenti provenienti da 33 paesi africani, in competizione con i migliori studenti di tutto il mondo, hanno ottenuto borse di studio per i programmi di Master congiunto Erasmus Mundus, rispetto alle 239 borse in 27 paesi africani della selezione dell’anno scorso. Sempre più istituti universitari africani sono coinvolti nell’insegnamento dei programmi di Master congiunto Erasmus Mundus, con 46 istituti nel continente che collaborano alla gestione dei 44 programmi selezionati quest’anno. Si tratta di università specializzate, ma anche di istituti di ricerca attivi in ambiti come le malattie infettive, la biodiversità, gli ecosistemi, o lo sfruttamento delle potenzialità del cloud computing a favore dell’ambiente.

Verranno finanziati inoltre 39 progetti di piccole dimensioni volti a sviluppare capacità nel settore della gioventù in collaborazione con partner africani. Tali progetti, che coinvolgono organizzazioni giovanili e il settore non profit (ONG e imprese sociali, ad esempio), promuovono l’apprendimento informale e aiutano i giovani ad avviare un’attività propria e a svolgere un ruolo attivo nelle rispettive comunità locali.

Per ulteriori informazioni: http://bit.ly/2kfNVuK

FONTE (Eurodesk)

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