Ribolla gialla: vino friulano sconosciuto

| 1 gennaio 2019

Se vi chiedessero quanti vini ci sono in Friuli Venezia Giulia, quante ne ricordereste? Troppi da elencare tutti. Ci sono però tre distinti gruppi: gli autoctoni abbastanza famosi, i transnazionali e gli autoctoni sconosciuti. 

Per famosi s’intende quei vini che non solo sono riconosciuti all’esterno della regione, ma anche all’estero. In effetti la notorietà dei vini friulani si è vissuta soprattutto per vicende negative come per il Tocai, che ora non si può più chiamare così e il Prosecco che rimane utilizzabile solo grazie al piccolo quartiere del Comune di Trieste che si chiama appunto Prosecco. Poi ci sono uve che molti credono di origine friulana perché li hanno sempre bevuti in Friuli Venezia Giulia, ma sono prodotti ovunque come Chardonnay, Pinot Bianco, Riesling, Cabernet Sauvignon, Merlot e altri.

Tra gli autoctoni sconosciuti, anche se ha una storia molto lunga, c’è la Ribolla Gialla. Un vitigno esclusivo del Friuli Venezia Giulia, una varietà antica di cui si parlava già nel XIV secolo. 

Inizialmente, la produzione di Ribolla Gialla era concentrata sui Colli Orientali del Friuli, che si estendono dalla provincia di Udine fino al Collio, a nord di Gorizia, al confine con la Slovenia. Qui il terreno è costituito da marne (argillose) e arenarie caratteristiche del carsico; il clima è abbastanza temperato, consentendo una buona escursione termica tra giorno e notte, favorendo proprio i vini bianchi. Dalla altra parte, nel Medio Friuli, la Ribolla Gialla, trova nelle risorgive una forza di carattere incredibile che le regala una crescita vigorosa e una profumazione intensa. Con le condizioni climatiche, l’uva esprime le caratteristiche organolettiche, tali da poterle definire uniche.

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Category: Curiosità