Occupabilità in Europa: un convegno organizzato dalla Casa per l’Europa

| 11 maggio 2018

Lo scorso 27 aprile la Casa per l’Europa di Gemona ha organizzato per gli studenti dell’ISIS Manzini di San Daniele un incontro nel quale è stato affrontato il tema dell’occupabilità in Europa. Dopo i saluti introduttivi da parte del professore Paolo Mocchi, docente dell’Istituto, e del Presidente Ivo Del Negro, i ragazzi sono stati coinvolti in una interessante esposizione a cura del dottor Bernd Faas, esperto di mobilità internazionale per Eurocultura.

 

 

 

Faas ha subito evidenziato quanto sia importante che i ragazzi inizino nell’immediato a comprendere quale sia il panorama europeo attuale e quali opportunità questo possa offrire loro. Per fare questo ha suddiviso il suo intervento in due momenti nel quale affrontare i grandi cambiamenti che i cittadini europei stanno vivendo e quali possibilità può offrire loro un’esperienza di lavoro/studio all’estero.

In riferimento al primo punto Faas ha sottolineato come sia innegabile il fenomeno del crollo delle nascite; un dato questo che è percepito allarmante in tutto il mondo. Anche l’Europa non è estranea a questo fenomeno: basti pensare come anche la Germania e l’Italia abbiano una elevata percentuale di popolazione anziana.

Un panorama questo al quale si deve aggiungere la mancanza di una idonea preparazione professionale della popolazione affinché possa gestire l’attuale know-how richiesto in ambito lavorativo. Negli ultimi decenni infatti il mondo del lavoro ha subito profonde trasformazioni dal punto di vista produttivo che non hanno mancato di generare nuove professioni e, dunque, nuove competenze. Spostandoci da un Giappone – nel quale la robotica si sta diffondendo sempre più incessantemente – alla Svezia, dove la mancanza di personale qualificato impedisce a questo Stato di poter affrontare nuovi investimenti, il relatore ha fornito precise e dettagliate analisi della situazione contemporanea. Per questo motivo, ha ribadito Faas, è bene che i ragazzi di oggi siano consapevoli di queste trasformazioni e, proprio perché consci dei cambiamenti, proiettino la loro attenzione in quelli che potrebbero essere i lavori richiesti in futuro.

Le considerazioni di Faas si sono poi soffermante sul cambiamento climatico che negli ultimi anni sta diventando sempre più frequentemente un argomento di discussione. Anche questo elemento dovrà infatti essere tenuto in considerazione soprattutto per i risvolti che produrrà in ambito economico. In futuro sempre maggiore attenzione dovrà essere dedicata alla salvaguardia del territorio per evitare che questa situazione possa aggravarsi ulteriormente. Una tutela che non mancherà di richiedere sempre più persone specializzate in questi compiti.

Faas ha anche indicato alcuni siti utili ai ragazzi per cercarsi un lavoro: fra tanti, segnaliamo portali dedicati con esperienze da 4 settimane a 12 mesi: www.work-experience.org (UK), www.thecareersgroup.co.uk (UK), www.karriere.de (D), www.stage-emploi.com (F).

Un’eventuale esperienza all’estero può essere vista come una forma di arricchimento personale capace di garantire l’acquisizione di conoscenze da trasmettere e ricontestualizzare una volta rientrati nel proprio paese di residenza. Carpire nuove informazioni e modalità operative permettono non solo una migliore qualità della persona ma anche l’arricchimento della società nella quale un individuo si trova ad operare. Negli Stati Uniti, al termine della high school, i ragazzi sono soliti prendersi un periodo di pausa che utilizzano per capire che indirizzo dare alla loro vita. Un gap temporale al quale la maggioranza degli italiani risulta essere estraneo e che potrebbe essere uno dei motivi per i quali il 30% degli studenti italiani non conclude il proprio ciclo di studi.

Alcune idee per affrontare un’università all’estero si possono reperire su www.universidad.es; www.daad.de, www.ucas.ac.uk, www.campusfrance.org, www.nuffic.nl, www.studyusa.com.

Nell’era della globalizzazione un soggiorno fuori i propri confini nazionali può essere l’occasione per perfezionare la propria conoscenza della lingua inglese, requisito oramai assolutamente indispensabile per colloquiare con i mercati esteri e – soprattutto – per rendere appetibile il proprio curriculum.  Infatti sono sempre di più le aziende che, in sede di colloqui conoscitivi, chiedono ai candidati esperienze pregresse all’estero o il possesso di attestati di lingua. Per raggiungere una buona padronanza linguistica è possibile iscriversi a specifici corsi riconosciuti a livello internazionale, oppure, con un minor dispendio di denaro, aderire a progetti di volontariato, stage o lavoro alla pari, capaci comunque di garantire un contatto con la comunità. Oggi sicuramente non mancano le opportunità per progredire o perfezionare la conoscenza di una lingua; è importante ricordare come gli accordi tra università italiane ed estere garantiscono una doppia laurea che permette il conseguimento del titolo attraverso la frequenza per metà in Italia e per metà all’estero. Per coloro che invece non volessero o non potessero approfittare di queste opportunità è comunque possibile raggiungere una elevata preparazione linguistica grazie a corsi appositamente pensati da enti e associazioni riconosciute, oppure su siti come www.linguanet-europa.org, http://coursefinders.com e www.languagecourse.net.

La Casa per l’Europa ha organizzato inoltre una sessione pomeridiana dell’evento: la location si è trasferita a Gemona del Friuli (Auditorium San Michele). Nel momento di riflessione finale il Professor Damiani, esperto di integrazione europea, ha fatto alcune considerazioni sul Libro Bianco del 1995 della Commissione Europea su “Istruzione e Formazione”, con particolare riferimento al passaggio “Una società europea, che pretenda di insegnare ai propri giovani i valori della cittadinanza, senza che tale insegnamento offra loro prospettive di occupazione, si vedrebbe minacciata nelle sue stesse fondamenta“.

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