Lavoro, un tirocinio su due diventa una occupazione vera

| 10 ottobre 2017

Trovare un lavoro, di questi tempi, è come cercare l’acqua nel deserto. Per fortuna che a dare qualche speranza in più ai giovani, finiti ormai da anni, nel vortice della crisi, ci pensano i tirocini. Un tirocinio formativo su due attivato dai consulenti del lavoro, infatti ,si trasforma in un rapporto di lavoro vero e proprio entro tre mesi. Il tasso di inserimento lavorativo complessivo risulta infatti essere del 48,8%. Più di un terzo dei tirocini conclusi (34,4%) si trasforma in un rapporto di lavoro presso lo stesso datore che ha ospitato il tirocinante. Con una performance addirittura migliore rispetto ai risultati dei tirocini di “Garanzia Giovani”.

E’ quanto emerge da un’indagine dell’osservatorio statistico dei consulenti del lavoro presentata durante l’ottava edizione del festival del lavoro di Torino. Numeri alla mano, un tirocinante della fondazione, già dopo un mese, trova occupazione nel 43,1% dei casi (+11,8% rispetto a “Garanzia Giovani”). A tre mesi il tasso di ricollocazione raggiunge il 52,2% (+15,2%) e a sei mesi tocca il 60% (+19,1%). Il numero di tirocini attivati in Italia da tutti i soggetti autorizzati è cresciuto negli ultimi quattro anni. Si è passati da 204.941 tirocini extra curriculari attivati dal 2013 al 2016 ai 307.007 dello scorso anno. 

In questo scenario risulta in continua crescita anche il numero di tirocini promossi dalla fondazione lavoro:poco più di 9.500 tirocini attivati nel 2013 (9.668) e oltre 22mila nel 2016 (22.066). Sono complessivamente 25.637 i tirocini conclusi negli ultimi 4 anni che hanno prodotto una opportunità occupazionale entro tre mesi dal loro termine. Più di un terzo di questi (34%) ha generato un rapporto di lavoro in apprendistato, il 32,9% un contratto a termine, il 28% un contratto a tempo indeterminato. A riscuotere maggiore successo occupazionale i tirocini realizzati nel settore industriale (54,6%) e nelle aziende di servizi alle imprese (52,2%), mentre quelli nel settore turistico (41,5%) e nei servizi sociali e personali (43,2%) raggiungono livelli di inserimento occupazionale inferiori alla media di oltre 5 punti percentuali.

 

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