Il Friuli trasforma l’economia circolare in legge

| 6 ottobre 2017

La gestione dei rifiuti in Friuli Venezia Giulia è pronta a chiudere il cerchio. Il Consiglio regionale ha approvato ieri  il disegno di legge n. 224, il nuovo apparato normativo redatto dalla Giunta con cui struttura il proprio approccio all’economia circolare.

Il provvedimento riordina e aggiorna la disciplina di settore fissando degli obiettivi concreti in tema di prevenzione, riduzione della produzione e pericolosità dei rifiuti, e compiendo un passo avanti verso i disposti nazionali e comunitari. Come spiega l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Sara Vito, a commento dell’approvazione, la riforma “permette di fare un passo avanti verso l’attuazione di un modello sostenibile per il Friuli Venezia Giulia, nel quale i temi ambientali riescono ad andare di pari passo con quelli dello sviluppo”.

Nella pratica, ciò significa innanzitutto potenziare l’invio al riciclo dei rifiuti urbani, definendo precisi target da implementare entro il 2024: portare la raccolta differenziata al 70 per cento; garantire il 70 per cento di preparazione per il riutilizzo di beni e di riciclaggio di materia rispetto al rifiuto prodotto dalle frazioni costituite da carta, plastica, vetro e metalli; ridurre la produzione pro capite di rifiuti urbani del 20 per cento rispetto alla produzione del 2015.

Il testo mira al potenziamento degli strumenti virtuali nelle operazioni di monitoraggio e mappatura. Si parte dal Sistema informativo regionale dei rifiuti (S.I.R.R.) per finire all’applicativo O.R.So (Osservatorio di rifiuti sovraregionale) che riunisce per finalità di controllo e statistiche i dati relativi ai rifiuti urbani e speciali, passando per il Me.L.Am (Medicina del lavoro- amianto), strumento di acquisizione telematica delle informazioni finalizzate alla mappatura di beni e materiali contenenti amianto e delle comunicazioni sullo smaltimento dei rifiuti con amianto durante le attività di bonifica.

Tra le vere novità introdotte con la legge, l’istituzione di un Tavolo permanente per l’economia circolare al quale partecipano le strutture regionali competenti in materia di ambiente, attività produttive, risorse agricole, salute, politiche sociali, lavoro, formazione, istruzione, ricerca, volontariato, mediante i rispettivi Direttori o loro delegati. Il suo compito sarà quello di coordinare le attività volte a dare attuazione alle misure individuate nel Programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti e agevolare il passaggio da un’economia lineare ad una circolare.

L’assessore ha anche rimarcato che, a breve, “diventerà legge anche la lotta allo spreco alimentare, una delle battaglie iniziate dalla giunta regionale con l’approvazione del Programma regionale di prevenzione della produzione di rifiuti, le cui azioni concrete sono già in campo”.

 

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